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{Vintag Lifestyle} il Museo del Flipper

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Gli Uffizi a Firenze, il Cenacolo a Milano, il Museo Egizio a Torino o quelli Vaticani a Roma solo per citarne alcuni tra i più famosi e invidiati nel mondo.
Ma siccome Vintag non ama "i luoghi affollati" oggi cari Vintagisti vi segnaliamo un museo molto meno famoso ma davvero da non perdere perchè oltre ad essere ricco di sensazioni e odori Vintage è anche straordinariamente divertente.
Parliamo dello Spazio Tilt, un museo (o un archivio se preferite) dove sono raccolti un'infinità di apparecchi a moneta dal 1830 ad oggi: flipper, videogiochi e divertimenti meccanici capaci di suscitare ricordi ed emozioni a chi è attorno agli 'anta' e fare divertire i più piccoli perchè non solo è d'obbligo vedere e toccare la collezione ma è possibile - e vi invitiamo a farlo - giocarci.


Avete mai giocato a flipper cari Vintagisti? Ve li ricordate? 
Il flipper di solito era nei bar, spesso di fianco al frigo dei gelati e al juke box; si tirava la molla per lanciare le palline, si usavano le mani per muovere le alette respingenti (che si chiamavano 'flipper' per l'appunto) e si mollava qualche botta con i pugni unita a ritmati movimenti pelvici per provocare suoni e luci che aumentavano il punteggio. Che spettacolo.
Arrivato in Italia negli anni Cinquanta, il flipper diventa il simbolo di un’intera epoca. Erano gli anni del bar come luogo di ritrovo, del juke-box (arrivato negli stessi anni): ogni locale ne aveva uno. Nel 1965 viene vietato perché considerato un gioco d’azzardo, ma basta cambiargli il nome in ‘nuovo biliardino elettrico’ per farlo tornare in auge.
Poi negli anni 80 il declino con l'arrivo dei videogiochi, seguiti dieci anni dopo dalla Playstation e, colpo da ko, nel Duemila quando nelle case entra l'Adsl.
Ma per fortuna Federico Croci, un bolognese paziente e appassionato, negli anni raccoglie, cataloga, compra, sistema e infine decide di fondare prima un'associazione dal nome simbolico Tilt (ricordate quando il flipper andava in stallo?) e poi un museo di apparecchi automatici a moneta: oltre 400 flipper (il più vintage è del 1931), 55 videogiochi (a partire dal 1971), più di 40 altri giochi (prototipi realizzati a mano e mai costruiti in scala industriale ma anche calciobalilla degli anni 40/50), 24 Juke-Box coloratissimi e un'infinità di libri, pubblicazioni, cataloghi espositivi, riviste di settore, poster, gadget, memorabilia ed oggettistica promozionale e pubblicitaria. Ottanta anni di storia pop recente dentro cui immergersi e tornare indietro con i ricordi e, ahinoi con gli anni..
Il museo si trova a Bologna (dove si erano concentrate le aziende del settore in Italia) vicino alla Fiera (mail:staff@tilt.it, Fb @spaziotilt)

 

 

 

photo credit:

Elvis play pinball: fineartamerica.com

altre foto: musedodelflipper.it

 

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