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Tilt, è nato il museo del flipper

È nato a Bologna il museo del flipper, Tilt, questo il nome che raccoglie più di 400 oggetti da collezione dalla fine dell’Ottocento all’avvento dei videogiochi. Federico Croci il presidente dell’associazione omonima e direttore del museo è anche un grande collezionista dei bigliardini elettrici, la maggior parte dei quali sono nel museo. L’ingresso è gratuito e i visitatori hanno la possibilità di giocare con quelli che negli Stati uniti vengono chiamati Pinball. Si passa così da costruzioni interamente analogiche dei primi anni Trenta, scatole di legno senza gambe che andavano poggiate sui tavoli dei bar, a strutture elettroniche più sofisticate.

In Italia il flipper comincia ad arrivare verso la fine degli anni Cinquanta parallelamente ai juke-box, quando, insomma, i bar diventavano ritrovo per i giovani ragazzi. Negli anni Sessanta non c’era caffè che non aveva un flipper anche se nel 1965 è uscita una legge che lo equiparava al gioco d’azzardo «ostacolo – dice Croci al Giornale – che venne aggirato cambiandone la denominazione in nuovo bigliardino elettrico». I cartelloni esplicativi completano il percorso nel museo ricordandone la storia perché come ha detto Roberto Gervaso: ”L’Italia è stata unita più da flipper e juke-box, che non da Cavour, Mazzini e Garibaldi”. Info: www.tilt.it/flipper_pinball/museo 

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