I musei italiani piccoli e strambi

Eleonora Zaghis
By Eleonora Zaghis novembre 20, 2014 00:59

I musei italiani piccoli e strambi

L’Italia. Paese di poeti e artisti. Il paese dell’arte, che ha sul suo territorio il 60% del patrimonio culturale mondiale. E se questo tesoro è immenso, non poteva che essere lo stesso per il numero di musei italiani.

Sono infatti 4588 i musei, sia privati che pubblici, presenti nello stivale. Alcuni sono piccolissimi. Altri hanno collezioni strambe come quello dei cavatappi o dei bottoni. E come non citare quello della plastica o dei flipper?

Insomma qui in Italia siamo davvero originali e ce ne sono davvero di tutti i gusti. In totale esiste un museo ogni 13 mila abitanti.

Necessari? Fondamentali? Interessanti? Forse. Sicuramente dispendiosi.

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Museo dei flipper a Bologna

Come dice la sottosegretaria Buitoni Borletti “Neanche il paese più ricco al mondo sarebbe capace di sostenere economicamente tutte queste strutture”. Eppure non tutte chiedono finanziamenti allo Stato italiano, che già con la manutenzione ordinaria non riesce a stare dietro a tutti gli interventi indispensabili per mantenere il nostro immenso patrimonio.

Anche se tantissimi musei sopravvivono grazie ai privati, tutti possono accedere ai Fondi Europei. Così succede che i soldi vengono distribuiti a diverse gallerie permanenti, penalizzando quelle più meritevoli, con maggiori visitatori e con risorse umane adeguate. Non viene fatto distinguo costringendo alcuni a decidere se affrontare o meno una spesa.

Ma oltre al danno la beffa. Se pensiamo che tutti i musei possano attirare turisti, potremmo aver ragione. Sono proprio le bizzarrie ad attirare e chissà che tra tanti visitatori non ci sia proprio quello che vuole vedere una delle tante strane collezioni. Ma se andando al museo lo trovate chiuso all’ora di pranzo o nel week end, allora lo sforzo di mantenerlo economicamente non è servito a nulla. Poi non chiamateci italiani.

È quindi inutile avere inaugurazioni ogni mese di nuovi spazi per collezioni o per curiosi se poi non si è capaci di gestirli. Oltre alle chiusure infatti bisogna anche mettere in conto la manutenzione e se non effettuata porta all’abbandono.

Cosa fare quindi? Mantenerli tutti? Oppure vietarne l’apertura? Forse conviene valutare caso per caso principalmente in base alle risorse, soprattutto private, disponibili e all’importanza per il territorio e la popolazione locale.

Per il resto, i fondi europei non possono essere garantiti a tutti. Come per i teatri, bisogna premiare le eccellenze, sia economiche che di tradizione popolare, e lasciare che, ciò che non rende, possa trovare nuovi finanziatori.

Forse mi considererete troppo netta, o penserete che sono pazza, ma bisogna uscire dalla logica del sostentamento che ha rovinato l’Italia. Guardiamo ai paesi esteri che eccellono in gestione di risorse per i beni culturali e scopriremo che il privato può fare molto, basta dargli le garanzie giuste con leggi che tutelino sia i finanziatori che lo Stato che i cittadini. C’è bisogno di un cambiamento e, si sa, non ha tutti piace ma se porta ai dei miglioramenti, perché non farlo?

Eleonora Zaghis per 9ArtCorsoComo9

Eleonora Zaghis
By Eleonora Zaghis novembre 20, 2014 00:59
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