Le vie del vintage a Bologna – “TILT”

Le vie del vintage a Bologna - Museo del flipper - Federico CrociNon è solo lo “stato di
confusione” del gioco del flipper, TILT, ma anche il nome di una fondazione
culturale no-profit
e di uno spazio espositivo fra i più originali in zona
retrogaming.

Chiedetelo a Federico Croci,
quarantottenne ex tecnico di una software house emiliana, curatore del progetto
omonimo sin dal 1994 e gestore del primo museo del flipper in Italia, un
piccolo-grande spazio cresciuto nella “fabbrica delle arti indipendenti di
Bologna”, il Senza Filtro di Via Stalingrado 59: vi dirà che inseguiva il sogno
di un museo del pinball da quasi 20 anni, incessantemente a caccia di spazi
pubblici in concessione comunale dove allestire la propria collezione.

Perché questa passione, per
lui, ha origini remote: «ai tempi delle scuole medie,
quando ancora li si poteva trovare nei bar, quei giochi chiassosi, cominciavo
ad innamorarmene; erano gli anni in cui avveniva il passaggio fra i flipper
meccanici e i successori elettronici, a discapito dei primi. Ne ero affascinato. Mi attirava il loro funzionamento, la grafica, la meccanica di quegli strani monumenti
dell’intrattenimento.»

Museo del flipper BolognaDa giocatore incallito a
culture della materia
, il passo è breve come il lancio di una biglia d’acciaio.
Ma non senza ostacoli, proprio come nel pinball: negli anni Sessanta, per via
del divieto di vincite, il flipper, bollato come gioco d’azzardo e sottoposto a
regolamentazioni giuridiche castranti, conobbe un periodo buissimo. E con lui i
suoi giocatori.

«Successivamente», spiega Federico, «il proliferare
di costruttori Italiani – molti dei quali operativi a Bologna – ha
rappresentato l’occasione per produrre modelli nuovi, adeguati alla
legislazione nazionale; mentre i vecchi flipper, defenestrati, hanno cominciato
ad essere raccolti dagli amatori. Come nel mio caso.»

«Il primo che ho acquistato si
chiamava Trio, era un flipper degli anni ’60, tuttora giocabile presso il museo». Lì ci sono pezzi di ogni epoca, dal 1880 agli anni ’30
del secolo scorso e oltre
: «a farla da padrone è la decade
dei ’90, complici anche i tributi a film cult come La famiglia Addams di Barry
Sonnenfeld o Tommy di Ken Russell, la cui trama ruota attorno al vissuto di
un ragazzino sordo-muto campione di flipper». Lo
spazio Tilt conta oggi una ventina di macchine, tutte gratuitamente giocabili
coi gettoni forniti dal titolare – «per non
perdere il gusto della partita!» –,
assieme a un paio di vecchi giochi meccanici – il tiro a segno e il simulatore di
guida
– oltre al materiale d’archivio esposto (disegni, prototipi, fotografie, schede tecnico-informative),
ricevuto per lo più in donazione da ditte dimesse.

Rosso Antico vie del vintage Flipper Senza Filtro BolognaL’utenza del museo è più che mai varia, a metà fra il pubblico degli “sbarbati”, quelli
che il pinball lo hanno conosciuto solo a posteriori, e i nostalgici dei giochi da bar, alias i loro genitori. La lavagna dei record affissa alle pareti,
inoltre, anticipa un’iniziativa in cantiere per il 2014: l’allestimento
di tornei del flipper ad altissimo tasso di competizione e divertimento. Push
the button!

Tilt è aperto il venerdì e
sabato sera, a partire dalle ore 20.00, e il sabato e domenica pomeriggio dalle
16.00, in Via Stalingrado 59 a Bologna / Cell. 335 6648558 / Mail: wiz@tilt.it / http://www.tilt.it/flipper_pinball/

Continua la lettura con i seguenti articoli:

Commenti